Architettura come meditazione

Padiglione della Santa Sede
16. Mostra Internazionale di Architettura La Biennale di Venezia

Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia
24-25 maggio 2018 – vernice
26 maggio – 25 novembre 2018 – apertura

 

Le superfici ceramiche di Panariagroup sono state scelte per una delle architetture del primo padiglione della Santa Sede alla XVI Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia

Il Padiglione Vatican Chapels, ideato dal professore Francesco Dal Co e Micol Forti e prende le mosse dal modello della Cappella nel Bosco, costruita nel 1920 dal celebre architetto Gunnar Asplund nel Cimitero di Stoccolma.

Esplorando il concetto di cappella come un luogo di orientamento, incontro, meditazione, il padiglione prevede dieci cappelle, frutto delle interpretazioni di altrettanti architetti di fama internazionale, riunite nel giardino della Fondazione Cini sull’isola di San Giorgio Maggiore.

Panariagroup ha contribuito alla costruzione di uno di questi progetti, firmato da Francesco Cellini mettendo a sua disposizione l’avanguardia tecnologica e la qualità estetica di un prodotto innovativo come il grès porcellanato laminato.

Grazie al loro spessore ridotto (3,5 mm e 5,5 mm, 6 mm e 6,5 mm) e alla loro resistenza, le superfici garantiscono maggior flessibilità, rispondendo così alle necessità progettuali della cappella firmata da Cellini, contraddistinta da un volume a forma di parallelepipedo rettangolare e da un transetto centrale che interseca perpendicolarmente la struttura.

Linee pulite ed essenziali che vengono esaltate dalle superfici ceramiche sottili che permettono di conservare la leggerezza e razionalità dell’architettura.

Le lastre ceramiche scelte dall’architetto appartengono a due brand del gruppo, Cotto d’Este e Lea Ceramiche, e sono state impiegate per rivestire gli interni e gli esterni dell’architettura in una combinazione che coniuga il fascino di un progetto architettonico originale alla evidenza delle performance tecniche ed estetiche dei materiali.

Il catalogo del Padiglione Vatican Chapels della Santa Sede - a cura di Francesco Dal Co, con testi di Gianfranco Ravasi, Francesco Dal Co e Elisabetta Molteni edito da Electaarchitettura - comprenderà 280 pagine e avrà il formato 24x22 cm.

Sarà disponibile dal 23 maggio.

 


Lucio Fontana e Osvaldo Borsani

Da una residenza privata milanese - Sotheby's, Palazzo Serbelloni, Corso Venezia 16, Milano - Asta 18/19 aprile 2018 - Esposizione 14/17 aprile 2018

Quando noi usavamo il vocabolo design lo facevamo con rispetto profondo perché si nominava un nuovo modo di pensare e di costruire: era una parola che usavamo solo noi, gli addetti ai lavori, mentre tentavamo, muovendoci in un contesto sordo e difficile, di spiegare, introdurre, divulgare i metodi della progettazione applicata all’industria”.

Così Osvaldo Borsani, architetto e designer animato da una un’incontenibile attrazione verso tutto ciò che fosse avanguardia, tecnologia e innovazione, si esprimeva sul significato della parola design. La sintonia con Lucio Fontana è stata naturale conseguenza della stessa volontà di sperimentare nuove vie e nuove soluzioni per progettare interni funzionali e artistici allo stesso tempo.

L’esempio proposto in asta è uno dei più riusciti della collaborazione tra Borsani e Fontana. L’idea centrale è fondata sulla cooperazione e la condivisione dei principi estetici tra architetti, pittori, scultori, decoratori e designer, fatto che avrebbe portato al rinnovamento dell’arte e avrebbe generato una nuova concezione dello spazio e dell’abitare.

Oltre alle già note e documentate Casa Melandri, Casa Gentilini e Casa Maffioli - tra le altre – Sotheby's presenta uno dei frutti di questa intensa collaborazione.

Il progetto dell’intera residenza privata venne affidato nel 1954 allo studio d’arredamento Borsani e si arricchì della collaborazione di Lucio Fontana che intervenne con la decorazione per parete Arlecchini (che mostra l’evidente ripensamento di Fontana sul Barocco, stile che più di qualsiasi altro aveva dato spazio all’integrazione tra pittura, scultura e architettura) e il soffitto Concetto Spaziale, opera che domina lo spazio in cui è inserita, determinandola visivamente, una delle opere di maggiori dimensioni tuttora esistenti dell’artista.

Per ulteriori informazioni: tel. 02295001 - sotheby's

 


Historical Promiscuities

Works by Adam Nathaniel Furman 16 / 22 aprile 2018 - Vudafieri-Saverino Partners Studio, Via Rosolino Pilo 11, Milano

Ospitate all’interno dello studio Vudafieri-Saverino Partners, le opere in ceramica di Furman, rileggono la storia e l’architettura attraverso forme, colori e atmosfere pop.

Sotto la curatela di Luca Molinari, la mostra espone opere in ceramica realizzate con Bitossi in una esclusiva serie limitata, oltre a pezzi provenienti dal John Soane Museum di Londra; e poi disegni, stampe e video realizzati da Furman.

Teatro della mostra è lo studio Vudafieri-Saverino Partners, dove Tiziano Vudafieri e Claudio Saverino hanno saputo costruire un ambiente di lavoro narrativo, popolato di riferimenti artistici eclettici e che - insieme a Luca Molinari - per questa occasione hanno reinventato in una nuova interessante narrazione.

È proprio questo rapporto di contaminazione tra differenti stili, segni, riferimenti a fare da cornice alle opere di Adam Nathaniel Furman, evocative del peculiare stile pop che lo ha rapidamente portato all’attenzione di pubblico e critica.

 


Design sonoro

Dopo il recente arrivo sul mercato italiano, Como Audio, il brand americano fondato da Tom DeVesto - noto per il successo con Tivoli Audio - annuncia la partecipazione al Fuorisalone dal 17 al 22 aprile 2018 presso Chicchi Ginepri in Via Daniele Manin 13 a Milano.

Cinque giorni all’insegna della qualità sonora e del design funzionale. Un “primo appuntamento” importante per Como Audio con il nostro Paese, anche alla luce delle origini del suo fondatore DeVesto che ha scelto nomi tutti made in Italy per la sua nuova linea di dispositivi Smart Audio.

Le note provenienti da Solo, Duetto, Musica, Amico, Ambiente e Amica animeranno lo spazio Chicchi Ginepri, storico marchio legato alla moda, radicato nella città di Milano. La scelta della location non è casuale: i due brand condividono una filosofia basata sulla continua ricerca di nuove ispirazioni e come particolare attenzione al gusto, ai materiali e alla qualità.

 


Il segno del comando

In occasione dei suoi 25 anni Nice, attiva nell’Home e Building Automation, presenta la nuova veste grafica, in limited edition, dei sistemi di comando Inti ed Era P per le automazioni della casa.

I nuovi sistemi offriranno la possibilità di scegliere tra 5 differenti cover, accattivanti e colorate, perfette da abbinare al mood del momento, al design della propria casa e alle ultime tendenze moda.

Nice Inti, piccolo e sottile, è il comando ideale da tenere in tasca, nella borsa o da utilizzare come portachiavi, per gestire qualsiasi impianto di automazione per cancelli e porte da garage. Sicuro e affidabile grazie al codice di identità personalizzabile, è semplice da usare e intelligente con la possibilità di memorizzazione a distanza, che consente di abilitare un nuovo trasmettitore senza recarsi in prossimità dell’impianto.

Nice Era P, il sistema di comando pratico per gestire con un click le automazioni di tende e tapparelle di casa, con 2 cover da scegliere a seconda dell’arredo interno.


Tecnologia e design

Francesco Lucchese progetta l’European Flexo Hub di Kodak traendo ispirazione dalla Factory di Andy Warhol

L’obiettivo di Kodak di realizzare un luogo nel quale si incontrano tecnologia, design e moderne “tendenze di lavoro smart” ha spinto il designer italiano Francesco Lucchese a dar vita a un progetto ispirato a un’icona del XX secolo, Andy Warhol e la sua Factory, che ancora oggi simboleggiano la coesione tra luoghi di lavoro e spazi per la comunità e lo svago.

La seconda fonte di ispirazione per il designer è stato lo stile artistico di Piet Mondrian. Le linee geometriche delle sue opere rappresentano un’arte tecnica che, grazie alle aree nei colori di Kodak, sintetizza il concetto di legame tra arte e tecnologia.

Lo spazio, o “Hub”, è costruito attorno a linee ortogonali nere e decise, dove le aree colorate diventano un chiaro punto di riferimento, che può essere adattato a luoghi sia professionali che espositivi. Il progetto dell’ufficio segue questi temi, ma mostra un altro lato, più domestico e famigliare.

Qui lo spazio è un “loft”, nel quale le postazioni di lavoro si inseriscono in un grande spazio dinamico e intercambiabile, adattabile in qualsiasi momento a diverse esigenze. Un ruolo fondamentale è svolto dall’area lounge, un luogo nel quale i collaboratori di Kodak possono ospitare eventi, intrattenere i clienti o tenere riunioni informali.

Il risultato è un luogo pensato per facilitare i flussi di lavoro, senza trascurare allo stesso tempo l’aspetto scenografico ed emotivo. Da queste esigenze ha avuto origine la scelta di lasciare che l'architettura guidi i clienti attraverso gli spazi tramite la creazione di percorsi visuali.


ArchichefNight 2018 Genova

La creatività e l’estro culinario incontrano la progettazione architettonica - Ristorante 20 Tre, Via David Chiossone 20r, 4 aprile, ore 20.00

La cena evento itinerante ArchichefNight Genova mette dietro ai fornelli cinque studi di architettura in ristoranti e bistrot prestigiosi. La serata si tiene nel cuore della città, all’interno di un palazzo della metà del 400 presso il Ristorante 20 Tre.

Gli studi genovesi partecipanti sono Archimia, Atelier(s) Alfonso Femia AF517, Frigerio Design Group, Maurizio Varratta Architetto e Med Architetti Associati. Sono stati chiamati a selezionare la propria ricetta preferita o quella in grado di descrivere al meglio i tratti peculiari del loro lavoro.

Si occupano inoltre di scegliere i singoli ingredienti e di ideare l’impiattamento finale con un disegno preparatorio. Li aiutano in questa performance culinaria gli chef Andrea Dagnino e Christian Sangermano del Ristorante 20 Tre di Barbara Palazzo.

Durante la serata gli architetti raccontano agli ospiti in sala il piatto scelto e la sua preparazione, in questo modo i partecipanti possono votare la portata migliore. Inoltre una giuria di giornalisti si occupa di conferire un riconoscimento al miglior Archichef.


Baglietto, un sogno sul mare

Presso la Sala delle Compere di Palazzo San Giorgio a Genova

dal 7 aprile al 1 maggio 2018

 

Baglietto, storico cantiere con sede a La Spezia, è main sponsor dell’inedita mostra Baglietto, un sogno sul mare che ripercorre la storia del marchio del Gabbiano.

La mostra nasce da un’idea di Emanuela Baglietto, architetto partner dello studio Renzo Piano Building Workshop, figlia di Pietro Baglietto, ultimo proprietario dell’attività di famiglia assieme al cugino Giampiero.

 

 

L'esposizione ripercorre le tappe fondamentali della storia del cantiere Baglietto, dalla fondazione nel 1854 fino al suo affermarsi come eccellenza italiana nel design e nella nautica.

Un vero e proprio omaggio: dai primi gozzi ai motoscafi da diporto e da corsa passando per i MAS delle Guerre Mondiali, le imbarcazioni sperimentali, le innovazioni tecnologiche e le barche per clienti e armatori d’eccezione.

Uno sviluppo sempre costante e attento alle innovazioni del mercato che si ritrova anche nel progetto del Gruppo Gavio, che nel 2012 ha acquisito il marchio del Gabbiano.

 

 

Il cantiere Baglietto sposa il concept della mostra volto a coniugare la tradizione di una solida storia artigianale con la continua ricerca tecnologica ed estetica, attraverso una carrellata di immagini e installazioni: un inedito percorso che racconta una storia imprenditoriale inimitabile.

 

 

La mostra è divisa in aree tematiche attraverso un progetto espositivo – a cura di Emanuela Baglietto in collaborazione con l'architetto Matteo Orlandi – costituito da una struttura leggera di aste in legno lamellare, una sorta di mikado a supporto di fotografie storiche e disegni nautici che sembrano sospesi nell’aria.

 

 


Natura e Funzione

Due gli elementi identificativi del progetto per gli spazi di lavoro ai piedi dei Colli Berici, in Veneto, ideato dell'architetto Giorgio Parise: la grande scala a chiocciola a vista e il tronco solitario: una presenza scultorea che ribadisce il richiamo all’ambiente naturale proposto all’interno del grande pozzo di luce, rigoglioso di arbusti e felci giganti.

 

L’ampia scala elicoidale in cemento (diametro 220 cm) realizzata su misura da Rizzi crea un collegamento scenografico tra i due piani.

Coerente con l'intero il progetto, l’alzata e la pedata dei singoli gradini sono realizzate con finiture in ferro grezzo come il basamento circolare dal quale la gradinata inizia la sua ascesa. Un leggero parapetto dal design sobrio completa la struttura.

 

La distribuzione degli spazi è stato studiata secondo i nuovi trend della vita lavorativa.

I piani sono entrambi luminosi, caratterizzati da forti elementi materici come legno, ferro e calcestruzzo.

Particolare attenzione anche all’efficienza energetica della costruzione, per la quale sono stati lasciati a vista i passanti muri in calcestruzzo isolati all’esterno e gli elementi strutturali in ferro a copertura.

 

 

Singolari ed empatici gli arredi e i complementi che sono stati personalizzati con l’uso del legno antico. Come l'ampio tavolo della sala riunioni, realizzato su disegno, dove la grande massa lignea è supportata da 120 tondini di ferro da 1 cm.

Gli ambienti sono personalizzati dalle tele contemporanee appese ai muri in calcestruzzo. Inedita, infine, la a barra dell’illuminazione abbracciata da nodosi rami secchi.


Smart Dubai

La bio-architettura ispirata alle dune del deserto cresce con l’hi tech

Ancorata alla visione dell’emiro Mohammed bin Rashid Al Maktoum di rendere Dubai la città più “felice” della Terra, Smart Dubai è un progetto di miglioramento e rilancio hi-tech che prevede la completa digitalizzazione della burocrazia e mira a trasformare la città in un punto di riferimento mondiale per il commercio, il tempo libero e la finanza, attraverso l’offerta servizi intelligenti al cittadino e l’uso di tecnologie all’avanguardia.

Per gli interni dei suoi nuovi uffici, che con una superficie di 1.800 mq occupano un intero piano dell’edificio 1 in D3, la Dubai Design District, quartiere completamente dedicato al design e alla moda, Smart Dubai ha sfidato lo studio di architettura dwp a tradurre la sua visione, incorporando perfettamente tecnologia innovativa con le ultime disposizioni in materia di sostenibilità. Il risultato è stato un progetto premiato al CID come “Iniziativa dell’anno di interior design sostenibile”.

I materiali scelti sono naturali ed ecosostenibili: ogni elemento di falegnameria è stato realizzato su misura, utilizzando legno di quercia o corda naturale. Per minimizzare l’impatto ambientale dei rifiuti è stato implementata una strategia innovativa, che ha consentito di riciclarne circa il 50%.

Microtopping, la soluzione polimerico-cementizia Ideal Work che in soli 3 mm di spessore consente di creare superfici continue sia orizzontali sia verticali, è stato scelto per rivestire parti del pavimento e delle pareti. Utilizzato nelle versioni Charcoal and Smoke, Microtopping viene accostato alle superfici in legno naturale in modo fluido, come a rappresentare la città sorta tra le dune del deserto. Per un effetto di piacevoli e innovativi contrasti cromatici e simbolici.


Corpi celesti

Oh Be A Fine Girl, Kiss Me! Corpi celesti nel gioiello contemporaneo

Sanfermosette​
Milano, dal 5 al 13 aprile 2018
Opening: mercoledì 4 aprile, ore 18

 

I corpi celesti sono da sempre oggetto di osservazione e ispirazione per mistici, scienziati, navigatori, artisti, poeti.

Possono essere vicini e familiari, oppure misteriosi, del tutto ignoti. Idealmente, generano una connessione simbolica tra l’uomo e l’universo. Per questo vengono collezionati, esposti, adorati, interpretati. 

Attivando un corto circuito tra le distanze – infinitamente lontano oppure accostato al corpo – otto creativi, provenienti da diversi Paesi e discipline, si sono interrogati sulla materia celeste.

Gioielleria contemporanea ma anche pittura, fotografia, design, scrittura: esercizi di avvicinamento liberi, ironici, sperimentali.

Dagli equilibri orbitali di attrazione e repulsione, fino alla pioggia di meteoriti, una riflessione sul concetto di preziosità degli elementi siderali in arrivo sulla terra, con cui le curatrici, Valentina Romen e Annalisa Rossoproseguono un’indagine giunta alla terza edizione, dedicata alle espressioni più attuali del gioiello di ricerca.

 

In mostra: Sharon Fitness, Akiko Kurihara, Gigi Mariani, Alessandra Mancini, Yoshie Nishikawa, Gabriele Scotti, Studio Quetzal, Hongjie Yang.

 

 

 


Le stanze del vetro

Una fornace a Marsiglia. Cirva - Centre international de recherche sur le verre et les arts plastiques a cura di Isabelle Reiher e Chiara Bertola

Venezia, Isola di San Giorgio Maggiore (9 aprile / 29 luglio 2018) - Fondazione Querini Stampalia, Venezia, Santa Maria Formosa, Castello 5252 (9 aprile / 24 giugno)

 

Sarà dedicata al Cirva - Centre international de recherche sur le verre et les arts plastiques di Marsiglia - l’esposizione primaverile de Le stanze del vetro.

La mostra avrà due sedi, Le Stanze del vetro e la Fondazione Querini Stampalia, e presenterà una selezione delle opere più significative della collezione del Cirva

Il progetto presenterà le opere di 17 artisti e designers, in residenza al Cirva negli ultimi trent’anni, nel tentativo di evidenziare i momenti salienti della creazione.

Gli artisti selezionati dalle due curatrici Isabelle Reiher e Chiara Bertola sono entrati in contatto solo saltuariamente con il mondo del vetro nel corso delle loro carriere: anche per questo motivo i risultati proposti in mostra sono originali e sorprendenti, straordinari e non prevedibili.

L’incontro tra due realtà apparentemente lontane, quali l’arte contemporanea e il vetro, ha consentito di immaginarne e costruirne una terza: un mondo in cui il vetro non rappresenta più semplicemente un simbolo della tradizione ma si presenta in un nuovo paesaggio e visionarietà.