The Garden of Wonders

“Per l’allestimento ho tenuto conto di due temi: uno è la location , l’altro è il tema vero e proprio della mostra. Il legame è nato in modo diretto: parlando di profumi e fragranze niente era meglio di un giardino. Questo luogo, racchiuso come in uno scrigno in uno dei quartieri più belli e vecchi di Milano, doveva trasformarsi in un sogno.
Le installazioni sono suddivise in due parti: una è narrati va, a livello onirico, ed è la parte dedicata ai designer e alle loro insta llazioni per otto aziende scomparse di profumi. L’altra parte è un percorso storico che racconta la nascita del profumo, la sua evoluzione.
Dal contesto del giardino proviene l’idea delle serre: ciascuna è un piccolo mondo, che trasporta il visitatore in un viaggio diverso. Il primo viaggio è entrare nel giardino, il secondo è entrare nelle casette .”
Ferruccio Laviani, set up curator

 

“Sono stato sedotto da questo progetto, perché mi ha dato un’altra storia da raccontare . E una storia molto vasta . Il profumo è molto soggettivo, lo puoi interpretare, immaginare, e puoi creare la tua storia personale.
Mi hanno chiesto di interpretare vecchie fragranze, riviste da designer di talento. Il profumo che ho creato è l’illustrazione di quello che ho letto sulla storia di ciascun brand, ma anche di quello che sapevo di ciascun designer. È una bella combinazione, perché è come un team spirituale: c’è un brand che è scomparso, un designer famoso ed io. Il designer deve tradurre la storia del brand nella bottiglia: le persone sono prima sedotte dalla bottiglia, e dopo dalla fragranza.
Vorrei che da questa mostra le persone tornassero a casa felici: il profumo rende le persone felici, e quando lo sono si prendono cura del Pianeta .”
Gérald Ghislain, olfactory curator

 

“Penso che il profumo abbia un significato molto particolare: risveglia vecchie memorie, ci ricorda incontri che abbiamo avuto, cose che abbiamo fatto . Inoltre il profumo determina l’umore delle persone e, spesso, l’atteggiamento verso gli eventi. Così ciascuno di noi ha una particolare predisposizione verso i profumi.
Guardo al futuro in modo ottimistico quando vedo giovani che vogliono fortemente cambiare. Il miglior investimento nella mia vita è quello che mi consente di stare in contatto con i più creati vi tra i giovani.”
Yelena Baturina, Be Open Founder

 

The Houses of Wonders Pavilions

 

Scent and Psyche
di TORD BOONTJE
Waldes et Spol Pavilion

“Ho voluto rappresentare il lato sensuale del profumo nella forma di un interno in cui vive qualcuno che impersona il profumo.
Waldes et Spol è un marchio ceco che si è spento nel 1938. Praga era la capitale della Boemia. Ho disegnato un interno che fosse boemo nel suo carattere: c’è un divano, un tavolo con piante e fiori, e ventilatori che si muovono delicatamente; l’aria è sospinta su piante aromatiche che la profumano.”
Tord Boontje

 

Veredas
di FERNANDO e HUMBERTO CAMPANA
Biette Pavilion

“L’idea era di portare un po’ di atmosfera del centro del Brasile, in particolare dalla zona di Bahia. Per la nostra installazione ci siamo ispirati a una grotta di Bahia che si chiama Veredas, in cui mostriamo il flacone di profumo. Per questo l’idea ci è venuta dalle creature del mare. La relazione tra design e mondo dei sensi risiede nel benessere, visuale e sensoriale.”
Fernando Campana

 

Pioggia Botanica
di DIMORESTUDIO Emiliano Salci e Britt Moran
Bertelli Pavilion

“Abbiamo utilizzato una decorazione tipica del periodo Art Deco, riletta in chiave contemporanea, per colori e materiali. È giocata sulla sensazione di scoperta, data soprattutto dal flacone, inteso come un meteorite, un elemento spaziale che si è catapultato in questa specie di stanza.”
Emiliano Salci

 

Fragrance Particles
di FRONT Anna Lindgren, Sofia Lagerkvist e Charlotte von der Lancken
Guyla Pavilion

“Il brand Guyla aveva una bottiglia decorata con i fiori. Nel 1920 erano le tipiche decorazioni Art Nouveau, ispirate alla natura. abbiamo voluto che l’installazione riflettesse l’idea di qualcosa che proviene dalla natura. Abbiamo creato una madia, costruita come una grata, così che le piante possano crescervi sopra. È un arredo che diventa una cosa sola con la natura.”
Sofia Lagerkvist

 

Kuriopotek di JAIME HAYON
Felix Boissard Pavilion

“Ho guardato attra verso la lente di un alchimista del passato, portando il marchio nel presente attra verso un laboratorio di fantasia. C’è un tavolo e un armadio di curiosità,
pieno di contenitori, lampade, flaconi di profumo e altri accessori tipici dell’atti vità di un mago. Ognuno di questi elementi surreali è realizzato da mani esperte in vetro,  ceramica e pelle, mescolati in un’esplosione di forme.”
Jaime Hayon

 

Lundborg e il laboratorio di un naso
di LISSONI ASSOCIATI – Piero Lissoni
Lundborg Pavilion

“Lundborg è nata a New York oltre cento anni fa. Ne ho reinterpretato il packaging, le bottiglie, il marchio, la visione estetica del profumo: immagino che le fabbriche dei profumi
siano a cavallo tra l’alchimia, la ricerca, la magia, la sensualità. Quindi il padiglione presenta una macchina meravigliosa che ho immaginato potesse rifare il profumo cento anni dopo.”
Piero Lissoni

Fandango di NENDO – Oki Sato
R. Koehler & Co Pavilion

“Abbiamo tracciato il profilo della botti glia dell’antico profumo rendendo visibile la sagoma con il tubicino interno della nuova botti glia. Il tubicino è di due tipologie: la prima in colori freddi e la seconda in colori caldi. Le due botti glie sono chiamate rispettivamente Fandango -12.3 ºC e Fandango +23.1 ºC, che indicano la media delle temperature in inverno e in estate a Mosca, dove aveva sede R. Koe hler & CO. Le due colorazioni rappresentano il profumo frizzante dell’inverno e il profumo appassionato dell’estate .”
Nendo

 

Bertif, Timeless Scent di JEAN-MARIE MASSAUD
Bertif Pavilion

“Il profumo appartiene a un mondo immateria le e intimo. Nel mio progetto ho voluto evidenziare abilità che si stanno perdendo; oggi tutto punta sulla comunicazione di massa,
sulla valorizzazione del brand. Io ho progettato qualcosa che va all’essenziale, che è il profumo; rivelare l’essenza di un processo alchemico e catturarlo in qualcosa che non è packaging o branding, ma semplicemente un’ampolla di vetro che contiene l’essenza.”
Jean-Marie Massaud

 

 

 

A Journey Through Scents Pavilion

 

Il padiglione dedicato alla storia dei profumi e alla loro classificazione è stato curato dalla storica del profumo Elena Vosnaki: il percorso, suddiviso in dodici tappe dall’epoca dei Faraoni ai giorni nostri, raccontava aneddoti, personaggi e scoperte che hanno segnato e arricchito la storia del profumo. Per ciascuna delle sezioni l’olfactory curator Gérald
Ghislain ha ideato un profumo originale. Su di un tavolo dorato erano, inoltre, presentate otto famiglie di fragranze utili a classificare i profumi.

 

 

A Vision in a box Pavilion

 

La mostra The Garden of Wonders-A Journey through Scents costituisce la seconda tappa del progetto globale di Be Open Foundation “Made in…” che indaga sulle relazioni virtuose tra il design e il tessuto delle piccole imprese d’eccellenza.
La founder di Be Open Yelena Baturina, nominata ambasciatrice WE-Women for Expo, ha destinato una donazione all’Orto Botanico di Brera, per la realizzazione di una Piscina dei Pensieri, ideata dal Politecnico di Milano e in costruzione dall’autunno 2015.