Da reclusione ad apertura

Da luogo di reclusione a spazio di apertura: lex carceri asburgiche di Trevisoora Gallerie delle Prigioni, sono state trasformate in uno spazio dedicato all’arte contemporanea e all’integrazione tra le culture visive di tutto il mondo, nella filosofia di Imago Mundi, il progetto globale e non profit di Luciano Benetton.

Il complesso restauro – finanziato da Edizione, finanziaria del gruppo Benetton, e realizzato su progetto dell’architetto Tobia Scarpa –  ha trasformato, dopo anni di abbandono, i suggestivi spazi della struttura situata nel cuore della città in un laboratorio di idee, progetti e nuove sperimentazioni. 

Nel massiccio intervento di riqualificazione della struttura che risale al 1835 sono stati conservati alcuni elementi originali che ne raccontano il passato: le porte in legno con i chiavistelli in ferro, le travi, gli ingressi ribassati delle celle con i numeri dipinti, oltre ad alcune scritte che identificano le sale.

Per valorizzare le caratteristiche identitarie dell’immobile, ma allo stesso tempo renderlo innovativo dal punto di vista funzionale, è stata scelta la tecnologia Vimar che permette ai visitatori di godere appieno dei nuovi spazi, con l’impianto elettrico e le altre dotazioni che rispondono agli standard più elevati.

Come cornice a prese e interruttori sono state scelte le linee ricercate della serie Eikon Evo, nella versione in alluminio totale color grigio lava che permette all’impianto elettrico di integrarsi armoniosamente con la nuova natura espositiva degli spazi, quasi si trattasse di un’opera d’arte.